Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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Queenstown & Wanaka

March 4, 2018

Il viaggio continua nella più celebre città dell’isola del Sud.

Parliamo di Queenstown, una piccola cittadina che grazie alle sua magnifica posizione sulla riva di un lago, ai piedi di alcuni ski resort e all’offerta di decine di attività sportive, si conferma la città più turistica (e più cara) dell’isola del Sud.

 

I backpackers e i neozelandesi vanno pazzi per questo posto di villeggiatura proprio per tutte le attività che ha da offrire. E nonostante le sue piccole dimensioni, è il posto adatto anche per far festa, grazie ai molti locali notturni e bar. Sempre che possiate permettervelo!

 

Onestamente non sono più molto il tipo da festa in locali notturni, ma devo dire che comunque Queenstown mi ha lasciato il segno, proprio per la sua atmosfera da villeggiatura.

 

Partiamo dalla spiaggia in centro città, affollatissima di turisti e gabbiani pronti a rubarvi qualsiasi cosa di commestibile abbiate in mano, che si affaccia su questo enorme lago, circondato dalle montagna. E’ meraviglioso. E’ il posto perfetto per sdraiarsi e rilassarsi.

 

 

 

Continuando a camminare lungo la spiaggia, se volete un po’ più di tranquillità, si arriva dopo poche centinaia di metri ai Queenstown Gardens.
Dei giardini curatissimi su una piccola penisola sul lago, con sentieri e alberi giganti.

Se siete in vena di una corsa, beh questo parco fa al caso vostro.

Oppure se siete un po’ più pigri come il sottoscritto, potete sedervi su una panchina a contemplare.

 

 

 

La passeggiatina al parco è troppo easy per voi? Nessun problema, siete in mezzo alle montagne, c’è da scarpinare ovunque!

 

Se siete in vena di una bella passeggiata e godervi una vista dall’alto su Queesntown e il paesaggio circostante, non dovete assolutamente perdervi la Queenstown Hill Walking Track che parte esattamente da 58 Belfast Terrace.

Ci sono pochissimi parcheggi, quindi fatevi 15 minuti a piedi in più dal centro città per arrivare all’inizio del sentiero.

 

 

Il 90% della camminata è immersa in mezzo a bellissimi boschi, e ogni tanto qualche scorcio sulla città. Ad un certo punto c’è un bivio, in realtà è un loop, quindi è uguale, ma se andate a destra è un po’ più lunga, quindi vi consiglio di salire prendendo la deviazione a sinistra e poi fare il giro scendendo dall’altra parte.

 

Arrivati in cima alla collina in circa 30 minuti, arriverete ad un punto panoramico con una scultura intitolata the Basket of Dreams.

 

 

Ma se volete godervi una vista ancora più bella, salite su per il sentiero per altri 10 minuti e arriverete nella parte più alta dove avrete una vista a 360°.

Vi consiglio di andarci verso l’ora del tramonto, quando la luce dona quel colore dorato che a me fa impazzire.

Prendetevi il vostro tempo, godetevi la vista, raccogliete i vostri pensieri, e pensate a quanto siete fortunati.

 

 

 

Dormire a Queenstown è un incubo. Sul serio.

 

Se volete dormire in ostello, che non vi venga in mente di arrivare senza prenotazione, perché quasi sicuramente troverete tutto fully booked.

Anche i campeggi sono un disastro e carissimi. L’unico gratuito appena fuori dalla città è stato chiuso a causa dell’inciviltà di molti backpackers.

 

Personalmente ho risolto grazie al consiglio del mio amico Andrea (Andrea Got Lost Facebook Instagram) guidando quei 20 minuti in più fuori dalla città, di nuovo in mezzo al nulla, senza segnale cellulare, e senza alcun insediamento umano.

Il Moke Lake Campsite è un posto meraviglioso, e anche qui non ci facciamo mancare lago e montagne intorno. Mi pare che costi sui 12$, ci sono le toilettes e l’acqua non potabile.

 

C’è un sacco di spazio e poca gente, il che rende questo posto davvero tranquillo e piacevole per trascorrere la notte. Con il calare del sole un bellissimo cielo stellato mi fa dormire di nuovo con il sorriso.

Guardate questo brevissimo video che ho fatto alle stelle.

 

 

 

La mattina seguente colgo l’occasione per mettere in ordine Mitzi e farle un photoshooting… dovendo mettere una postilla in una delle foto. Il tempo stringe e a breve dovrò metterla in vendita.

 

 

 

 

Torno sulla strada principale e la percorro tutta fino al fondo del lago per arrivare a Glenorchy. Il tempo è di nuovo brutto e non ho gran voglia di camminare, quindi decido di pranzare e rimettermi in strada in direzione Wanaka.

 

Wanaka è anch'essa una meta abbastanza turistica e gettonata, ma più sobria rispetto a Queenstown e meno frenetica.

E’ anche più piccola e offre meno divertimenti notturni, ma ci sono anche qui moltissime passeggiate e posti da vedere!

 

 

Ero anche molto ansioso di venire qui per rivedere una persona. Uno che qui ci è nato. Un mio ex coinquilino di quando vivevo a Brisbane in Australia e che non vedevo da 3 anni (qui l'articolo di quando presi casa a Brisbane). Così ci siamo visti per un caffé, e beh ci ho parlato più in questa mezz’ora che non in due mesi di convivenza, perché 3 anni fa non ero minimamente in grado di capire una parola di quello che dicesse ed il mio inglese era ancora molto povero. Ho scoperto che è anche simpatico! :)

 

Comunque, la cittadina non è altro che qualche centinaio di metri di negozi e bar fronte lago, poi su una collina si sviluppa tutta la zona residenziale.

C’è una spiaggia molto lunga dove ci si può appollaiare e arrivando al fondo allontanandosi dal centro, si arriva all’attrazione più fotografata di Wanaka.

The Wanaka Tree, l’albero di Wanaka.

Non è altro che un albero che spunta dall’acqua del lago, solo soletto.

 

Proprio per questo motivo è unico e centinaia di turisti lo fotografano, me compreso. Ovviamente diversi incivili in passato hanno cercato di arrampicarsi per scattare delle foto, andando a rompere i rami, infatti ora chiunque venga beccato viene multato.

Mi pare giusto no?

 

A Wanaka incontro di nuovo Céline, la ragazza francese con la quale nell’isola del Nord avevo scalato il Mt Taranaki e che ora ha iniziato a lavorare qui in un bar per tirar su due soldi (clicca qui se ti sei perso il mio post sul Mt Taranaki!).

Incontro nuovamente anche Gautier, il ragazzo svizzero incontrato al Lago Tekapo con cui condivido un paio di pasti e una breve camminata fino al Mount Iron.

E’ sempre bello rivedere altri viaggiatori da soli e potersi fare un po’ di compagnia, come vecchi amici.

Alle volte, si fanno discorsi più profondi e intimi con loro che con gli amici di una vita. E questo mi fa stare bene, mi fa sentire di appartenere a qualcosa di più grande in questo mondo. Come se tanti altri me sparsi per il globo terrestre finalmente si incontrassero per condividere pochi, intensi attimi di umanità. Mi fa sentire meno solo.

 

Ma arriviamo al pezzo forte di Wanaka. Non puoi andare via da Wanaka senza essere stato al Roys Peak.

Vi do solo un consiglio. O andate presto al mattino per trovare parcheggio, o andateci nel tardo pomeriggio quando la gente inizia ad andarsene come ho fatto io.

Il parcheggio non è molto grande, e se parcheggiate fuori sulla strada state sicuri che vi ritroverete una multa.

La camminata per arrivare in cima al Roys Peak è abbastanza lunga, circa 6,5 km stimati in 2h30m. Io ci ho messo 1h30m tagliando tutta la poderale e anche perché era prevista pioggia più tardi.

E’ abbastanza ripida ma è su una strada sterrata a meno che non tagliate come ho fatto io.

Ovviamente essendo un’attrazione molto conosciuta, non vi aspettate di essere da soli.

Man mano che salgo rimango meravigliato dal panorama e non riesco a smettere di fare foto. Più salgo, più è bello.

Finalmente arrivo al lookout dove tutti vogliono farsi fare una foto, e alla fine riesco a farmene fare una anche io dopo aver aspettato 10 minuti una coppia di asiatici che ha fatto circa 4 milioni di foto in ogni posa. Notare il mio scazzo aspettando il mio turno.

Il tempo sta cambiando velocemente e decido di scendere, ma non faccio in tempo ad arrivare alla macchina che si mette a piovere, ma ormai neanche più mi faccio problemi. Tiro fuori la mia bella giacca impermeabile e continuo.

 

Il giorno seguente mi dirigo al Diamond Lake, un’altra camminata piacevole che ti porta prima ad un lago che indovinate un po' come si chiama? Sì proprio Diamond Lake, bravi! Poi continuando si arriva in cima ad un promontorio dove c’è un altro panorama mozzafiato.

 

Sono pronto per continuare il mio viaggio verso la costa Ovest, ma Mitzi inizia a darmi qualche problemino. Un rumore metallico molto forte arriva dal motore di tanto in tanto. Soprattutto quando ha i giri bassi.

La porto da un meccanico che mi dice che devo cambiare un pezzo, ma che lui non ce l’ha e per farlo arrivare ci può volere anche un mese. Oltre al fatto che mi costerebbe più di 500 dollari.

Stessa risposta da più meccanici.

Dicono che potrei non avere nessun problema come invece rimanere a piedi fra 10 minuti.

 

Me la rischio e continuo il mio viaggio verso la selvaggia West Coast. Let's rock!

 

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