Nelson Lakes, West Coast e Arthur's Pass

February 20, 2018

Lascio la costa Nord e mi dirigo verso il Nelson Lakes National Park.

 

Il tempo è sempre incerto. Al mattino sole, poi pioggia, e poi di nuovo sole e la sera di nuovo pioggia. Arrivo al Lago Rotoiti che piove, ma poi di colpo smette e quindi riesco ad andare al lago a rilassarmi e fare qualche foto.

 

 

 

Passo la notte in uno dei DOC campsite (Department Of Conservation) per 8$ in compagnia della pioggia e il mattino seguente con il tempo ancora incerto, faccio la passeggiata che mi porta in cima al Mount Robert che domina sul lago Rotoiti.

In cima tira un vento gelido della Madonna, ma la vista è sublime.

Mi piacciono soprattutto le forme delle montagne.

 

 

 

Il pomeriggio riparto direzione Ovest. La strada è lunga, circa 4 ore per arrivare in un altro bellissimo DOC campsite direttamente sulla spiaggia a Kohaihai. Assisto ad un tramonto magnifico e dopo aver lottato a lungo contro quelle bastarde delle sandflies, mi butto a letto.

 

 

 

Il giorno seguente vado nella valle di Oparara facendo una lunghissima strada sterrata. L’attrazione principale è l’Oparara Arch, un arco di pietra calcare gigante che sembra dover venire giù da un momento all’altro, circondato da una foresta delle fiabe. Oltre a questo arco c’è anche un laghetto, che ha la particolarità di essere sempre piatto e quindi riflettere come se fosse uno specchio.

Per vedere tutto ciò ho allungato la strada di 250 km fra andata e ritorno. Ne è valsa la pena? Mah…

 

 

 

Passo Westport, una cittadina orribile, ma dove almeno esiste un supermercato e continuo nella prossima attrazione: le Pancake Rocks. La strada per arrivarci è meravigliosa, passando lungo la costa. In un paio di punti la strada è a senso alternato a causa del crollo di una carreggiata, causato dal ciclone di cui vi parlavo nell’articolo precedente.

 

 

 

Le Pancake Rocks, sono delle formazioni di roccia a strati che ricordano vagamente una pila di pancakes. Il posto è suggestivo, ma molto turistico. Continuo ancora la mia strada non avendo ben idea dove fermarmi a dormire, non ci sono campeggi gratuiti o economici per centinaia di Km.

 

 

 

Non ci penso, e mi fermo a cenare in una piazzola a strapiombo sulla scogliera.

 

Ormai è buio quando mi rimetto alla guida, e mi dirigo all’Arthur’s Pass che attraversa l’Isola del Sud più o meno nel centro unendo le due coste.

 

La stanchezza si fa sentire e conigli giganti suicidi si gettano in mezzo alla strada, quindi alla fine decido di fermarmi a dormire “illegalmente” lungo la strada. C’è un cielo stellato incredibile e un freddo cane. La notte passa senza problemi, ma quando mi sveglio al mattino sono congelato.

 

 

 

Mi rimetto alla guida per circa una mezz’ora e arrivo al villaggio dell’Arthur Pass. C’è una giornata bellissima senza una nuvola, e quindi ne approfitto per fare una super camminata all’Avalanche Peak.

La prima ora è tremenda. Il sentiero tira da matti, che spesso mi devo aiutare con le mani per salire. La seconda parte è impegnativa comunque, ma molto meglio. In due ore, con un dislivello di 1.100 metri arrivo alla sommità Avalanche Peak. La vista è bellissima e mi sembra di essere tornato in Valle d’Aosta!

 

 

 

 

 

Mangio un panino, ronfo un’oretta e poi mi rimetto in cammino. Tornando mi fermo anche a vedere la cascata Devils Punchbowl.

 

 

 

Arrivo alla macchina distrutto e con i piedi doloranti, ma questa volta mi dirigo ad un campeggio gratuito bellissimo, sulle rive del lago Pearson. Cenetta e relax.

 

 

 

Al mattino mi sveglio con il lago ricoperto da una nebbia suggestiva. E’ ora di ripartire, direzione costa Est!

 

 

 

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Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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