Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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Abel Tasman e Golden Bay

February 12, 2018

Il traghetto che mi porta nell’isola del sud parte con circa un'ora e mezzo di ritardo, e meno male! C’era un traffico al mattino che quasi rischiavo di perderlo altrimenti!

Il tragitto da Wellington a Picton dura appena tre ore e mezza. Faccio un paio di foto dal ponte esterno dopodiché, dopo che i miei occhi erano praticamente rientrati nel cervello dal vento che tirava, decido di rientrare e di studiarmi le prossime tappe.

 

Man mano che ci avviciniamo a Picton passiamo in mezzo a una sorta di fiordi e alle 13 finalmente eccomi nell’Isola del Sud! Con me mi sono portato anche il brutto tempo. Anzi per la precisione un ciclone!

Ho giusto il tempo, una volta sbarcato, di fare una passeggiata su una collina di Picton e raggiungere il primo campeggio gratuito.

 

 

 

 

C’è pochissimo spazio e si riempie subito. Ad un certo punto mi squilla il telefono, rispondo, una voce mi dice “guarda alla tua destra” e vedo un ragazzo francese che ho già incontrato casualmente almeno 3 volte da quando sono qui! Dopo 5 minuti faccio per andare al bagno e incontro un altro ragazzo tedesco incontrato qualche giorno prima nel campeggio di Wellington. Fa sempre piacere vedere delle facce conosciute!

 

Mentre mi preparo cena il parcheggio è ormai pieno. Arriva una macchina con una coppia che super demoralizzati non sanno dove andare. Così mi guardo intorno e prima che ripartano gli corro dietro dicendogli che provo a spostare la macchina in modo diverso che forse riusciamo a farci stare anche la loro. E così abbiamo finito per cenare insieme, bere vino e giocato a carte. Una coppia di tedeschi appena 21 enni, così svegli e maturi! Continuo a pensare a quanto ero rincoglionito io alla loro età e che non avevo di certo quella maturità. 

 

Ci mettiamo a dormire ed eccolo il ciclone annunciato. In pratica per due giorni non mi sono mosso di lì e non sono uscito dalla macchina se non per bisogni fisiologici. Non ha smesso di piovere a catinelle un secondo con raffiche di vento a 130km/h che mi facevano ballare la macchina. Questo simpatico ciclone ha causato una marea di danni, soprattutto sulla West Coast dove mi stavo dirigendo con tanto di crollo di alcune strade causandone la chiusura.

 

 

 

E il terzo giorno, boom. Sole, cielo sereno, un altro mondo. Finalmente posso rimettermi in sicurezza alla guida e mi dirigo a Nelson dove il miei unici scopi sono farmi una doccia, il bucato e la spesa.

 

Continuo ancora per una strada davvero ardua che sale sulle montagne ma che regala una vista meravigliosa e mi fermo nel campeggio gratuito a Takaka, una piccola città decisamente hippie che assomigliava in tutto e per tutto a Nimbin in Australia. (Clicca qui per leggere il mio post su Nimbin!)

 

Mentre mi preparo cena, posteggia una macchina vicino alla mia, e surprise surprise compaiono la coppia di francesi che ha lavorato con me alla Blueberry Farm! 

 

Così il mattino dopo facciamo insieme una lunga camminata nell’Abel Tasman National Park, definito meraviglioso su tutte le guide. 

Decidiamo di fare un giro circolare che passa sia nella foresta che sulla costa di circa 20km. 

Onestamente una delusione immensa. La parte della foresta noiosissima e praticamente tutta coperta quindi non si aveva quasi mai la vista nelle baie sottostanti. E le spiagge, sì carine, ma vista una, sono tutte uguali! Non vedevo l’ora di tornare alla macchina!

 

 

 

Insomma, ho visto posti decisamente più belli, per esempio nell’isola del Nord le spiagge della penisola di Karikari! E non mi sono dovuto sparare 20km a piedi, ma 20 secondi dalla macchina.

 

Comunque abbiamo avvistato delle foche anche qui che per me sono sempre così buffe!

 

Il giorno dopo mi dirigo a Golden Bay, per la precisione a Wharariki Beach.

 

Dopo circa 20 minuti di una bellissima passeggiata fra le verdi colline, si arriva in questa spiaggia immensa con delle formazioni di roccia giganti.

 

 

 

Poco distante con la macchina si arriva a Cape Farewell, il punto più settentrionale dell’isola del sud.

E qui non ci sono spiagge, ma delle scogliere a strapiombo sul mare meravigliose!

 

 

 

C’è anche una camminata che si poteva fare fra Wharariki Beach e Cape Farewell di circa 3-4 ore facendo il giro circolare, ma onestamente ero a pezzi dal giorno prima, ma un po’ mi son pentito perché sembrava davvero molto molto bella con panorami unici.

 

Dopo pranzo tornando indietro mi fermo a Farewell Spit, questa lingua di terra lunga circa 20km che si estende nel mare. Di per se non sembra nulla di interessante, anche se, dopo circa mezzora di camminata, se sbirci oltre la duna di sabbia che costeggia la spiaggia, ti si apre un deserto di dune incredibile!

 

 

 

Continuando sulla spiaggia per circa 1 ora e mezza, e senza nulla di esaltante, arrivo finalmente al mio macabro scopo. Un cimitero di balene.

Nel Febbario 2017, circa 400 balene si sono spiaggiate proprio qui, e molte di loro non ce l’hanno fatta. Ecco quindi un cimitero a cielo aperto di questi poveri mammiferi. Alcuni sono solo ossa, altri sono ancora in stato di decomposizione. Non vi dico l’odore che si respirava. Da vomitare.

 

 

 

Comunque ci tenevo a vedere questo posto macabro, che a quanto pare non conosce nessuno, infatti non c’ero che io. Me l’aveva suggerito una ragazza francese che avevo incontrato facendo il trekking sul Monte Taranaki.

 

Conclusioni

Abel Tasman per me è stato una delusione immensa, magari il tracciato che ho fatto non era la zona migliore (sono in totale circa 50km), ma secondo molti lo era.

Sono invece rimasto piacevolmente colpito da Wharariki Beach e Cape Farewell

Passo un’ultima notte in un altro posto da sogno e il giorno seguente lascio la costa settentrionale per dirigermi nel centro.

 

 

 

 

 

 

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