Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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Cape Palliser, fra foche e pinnacoli!

February 9, 2018

Ed eccoci all’ultima tappa dell’isola del Nord!

Prima di imbarcarmi con il traghetto per l’isola del Sud, ho ancora due giorni interi e decido, sotto consiglio di altri viaggiatori incontrati per strada, di andare a Cape Palliser, il punto più meridionale dell’isola del Nord.

 

Ma prima vi racconto cosa mi è successo mentre mi stavo dirigendo, sperando di farvi ridere.

Nel bel mezzo delle campagne, mi accosto un attimo sulla strada per non prendere non so più cosa nel retro senza spegnere il motore. Così scendo dalla macchina e vado dal lato opposto e apro la porta posteriore cercando qualcosa nello zaino. Ad un certo punto la macchina comincia ad avanzare da sola! PANICO!

Penso subito di non aver messo il freno a mano, così (in infradito) corro subito davanti al cofano spingendo con le mani pensando forse di essere Hulk ma la macchina non si ferma e a momenti non mi faccio investire. Così cambio tattica, e mi fiondo dentro l’abitacolo e riesco a frenare giusto prima che finisca nel fossato a bordo strada.

Tiro un sospiro di sollievo e cerco di realizzare che cavolo è successo visto che il freno a mano era tirato. Praticamente la mia macchina ha il cambio automatico, e avevo lasciato il cambio con la marcia inserita anziché metterla nella modalità Parcheggio. Così, sì c’era il freno a mano, ma comunque quando è impostata con la marcia ha sempre un minimo di giri e quindi niente, spingi che ti spingi anche se c’era il freno a mano ha iniziato ad avanzare!

Non avete idea dello spavento, avevo il cuore in gola! Però allo stesso tempo ho iniziato a ridere come un cretino da solo, immaginando di vedere la scena dall’alto. Per fortuna in quel momento non passavano macchine e nessuno mi ha visto!

 

Ma torniamo a Cape Palliser! :)

 

Ci vuole circa un’ora e mezza da Wellington, facendo prima una strada molto impervia su per le montagne, e poi una volta scesi invece si finisce nelle campagne estese e deserte. Mi avvicino pian piano alla costa e capisco subito di essere in un posto meraviglioso. Finalmente mi rendo conto di essere fuori dai soliti circuiti turistici e c’è pochissima gente, come pensavo fosse ovunque in Nuova Zelanda, ovviamente sbagliandomi.

 

La mia prima tappa sono i Pitangirua Pinnacles. Lascio la macchina al parcheggio e risalendo il letto di un torrente asciutto, raggiungo in 45 minuti di camminata queste sculture naturali scavate dagli agenti atmosferici.

 

Sembrano di essere all’interno di una cattedrale senza soffitto! Questi pinnacoli sembrano delle colonne gotiche, o delle canne di un organo gigantesco. Non c’è nessuno. Solo io ad ammirare queste meraviglie. Mi prendo il tempo di fare qualche foto e video, e torno alla macchina.

 

Mi rimetto in moto e la strada diventa sempre più scenica, stretta, mal messa, passando a strapiombo sul mare senza neanche troppe protezioni. Prima ci sono delle alte pareti rocciose e bianche, poi si addolcisce in verdi colline dalle dolci forme con i pascoli.

 

Attraverso il paesino di pescatori di Ngawi e inizio una strada sterrata.

Dopo un paio di chilometri mi accosto (questa volta mi assicuro che la macchina sia spenta) lungo degli scogli che mi fanno sperare di trovare quello che sto cercando. Ed eccomi accontentato! Una colonia di foche pancia all’aria che si asciugano al sole!

 

Sono buffissime e danno proprio l’idea di essere pigrissime. Riesco ad avvicinarmi a sufficienza da poter fare qualche scatto decente senza che loro facciano una piega. Ci sono anche dei cuccioli, che sono di una tenerezza infinita oltre ad essere estremamente goffi!

 

 

Continuo ancora per qualche chilometro incontrando altre foche e pian piano arrivo alla fine della strada, ai piedi del faro di Cape Palliser. 250 scalini di legno ripidissimi.

 

 

Tira un vento che ti sposta, ma c’è una bella vista sulla costa.

 

 

Tornando indietro, sotto consiglio dei miei ex colleghi di lavoro francesi che sono passati di qui il giorno prima, mi fermo ad un campeggio gratuito che non era segnato in nessuna delle Applicazioni che utilizzo sullo smartphone.

 

Forse il più bel campeggio dove sono stato fino ad ora. Direttamente sul mare, pochissime macchine e tutte molto distanti fra loro. Essendo esposto ad ovest mi godo un bellissimo tramonto con i classici colori caldi, e alle spalle le colline verdi che assumono un riflesso dorato, man mano che il sole cala nel mare.

 

 

Mi faccio una dormita lunga e profonda e il giorno dopo lo passo un po’ al cazzeggio lì nel campeggio, ad ammirare la bellezza intorno a me, a godermela. Dopo pranzo è ora di rientrare a Wellington in quando il mattino seguente ho il traghetto previsto per le 8.

 

CONCLUSIONI

Cape Palliser è stata la mia ultima tappa nell’isola del Nord e una di quelle che ho più apprezzato. Inspiegabilmente era deserta, con pochissimi turisti. E questo sicuramente l’ha resa una meta ancora più esclusiva. Andarci è d’obbligo prima di spostarsi nell’isola del Sud! Assicuratevi solo di avere benzina a sufficienza, cibo e acqua, perché non ne troverete in questa zona!

 

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