Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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Lavorare nelle Farm in Nuova Zelanda

January 11, 2018

 

 

Questo viaggio in Nuova Zelanda continua a prendere una piega diversa da tutti i miei pseudo piani. E a differenza di quando ero in Australia, questi cambi improvvisi non mi turbano più, e anzi si rivelano sempre positivi.

 

Come avevo raccontato in qualche vlog passato non avevo intenzione di lavorare qui, prima di tutto perché non avevo voglia, secondo perché la paga è molto bassa quindi se poi devi anche pagarti un posto per dormire, sarebbe diventato difficile mettere da parte qualcosa lavorando per un breve periodo.

Il discorso cambia se trovi un posto dove non devi pagare nulla per poter dormire, e guarda un po’, ho trovato quel posto! :)

 

In breve. La settimana scorsa sono arrivato a Turangi nell’attesa che la pioggia passasse per poter fare il Tongariro Alpine Crossing, probabilmente l’attrazione più gettonata del North Island. E’ una camminata che dura tutto il giorno fra le 6 e 8 ore con panorami mozzafiato su vulcani attivi e laghi dai blu brillanti. Ovviamente però è da fare con una giornata bella altrimenti, a parte le nuvole c’è il rischio che essendo oltre i 2.000 metri poi ci sia nebbia e non si veda nulla. Ovviamente come sono arrivato in questa zona è partito l’allarme maltempo e quindi sono stato 3-4 giorni barricato fra macchina e biblioteca nell’attesa che passasse.

 

Sabato sera scorso, nel cazzeggio serale di Facebook leggo il messaggio di un ragazzo francese dal gruppo Backpacker in New Zealand nel quale dice che il suo capo cerca “pickers” per Blueberry farm ed era “proprio” a Turangi dove ero io. La cosa mi incuriosisce così un po’ per scherzo mi dico “dai vediamo un po’ quanti soldi ho sul conto in banca!”. Il sorriso pian piano svanisce. Controllo quanti soldi ho speso da quando sono arrivato qui, in quanto mi segno su un file Excel sullo smartphone ogni singola spesa in modo da tenere traccia.  Calcolo quanto ho speso, quanto in media dovrei spendere nei prossimi 2-3 mesi per completare il mio viaggio e il sorriso svanisce del tutto. Chiaramente non ce la farò mai a sopravvivere per i prossimi 3 mesi con quei soldi. Così senza pensarci troppo, cerco un punto per avere un buon segnale con il cellulare e chiamo Sarah, la boss della Blueberry Farm e così neanche 12 ore dopo ero già un suo dipendente!

 

 

 

Il caso vuole che quando comprai Mitzi (la mia macchina), per un problema con i sistemi dell’assicurazione non potevano accettare la mia carta di credito italiana, così dovetti per forza aprire un conto corrente Neozelandese e mentre lo facevo la dipendente della banca mi ha chiesto se volevo fare richiesta anche dell’IRD (il codice fiscale neozelandese senza il quale non puoi lavorare) e anche se non avevo nessuna intenzione di lavorare ho pensato “sì dai facciamolo, non si sa mai!”. E ho fatto bene perché così ero pronto per lavorare subito, altrimenti sarebbe stato problematico e avrebbe richiesto diversi giorni per fare il tutto e ricevere l’IRD.

 

Comunque, mi sento davvero fortunato ad avere trovato questo posto e sono davvero grato a Léo, il ragazzo francese, per aver messo quell’annuncio.

La location è fantastica, si trova a 30 minuti da Turangi in mezzo al nulla su una piana che affaccia sul Lago Taupo a Nord e sul parco nazionale Tongariro a Sud. Il panorama è bellissimo.

Come accennato sopra, la cosa che più mi ha convinto a venire a lavorare qui è il fatto che avrei potuto stare con la mia macchina a campeggiare gratuitamente accanto ai campi dove si lavora di giorno. C’è anche una sorta di gazebo per stare al coperto e una mini cucina con doccia, ma senza doccia. In pratica c’è solo il box doccia a cui puoi attaccare la tua doccia solare da campeggio, che guarda caso di nuovo avevo nella mia macchina dai precedenti proprietari. E devo dire che funziona alla grande! Per i bisogni c’è una toilette chimica.

A qualche centinaia di metri dal campo c’è un capannone con una presa elettrica per caricare i dispositivi e anche un frigo.

Insomma, basic ma c’è tutto, e sopratutto non spendo un centesimo! In pratica abito a 5 metri dal lavoro, forse anche meno quindi neanche devo usare benzina per raggiungere la farm.

 

 

 

Un aspetto che mi ha stupito è che ci siamo solo il Francese ed io come backpacker a lavorare qui, tutti gli altri sono neozelandesi pensionati che fanno qualche mese qua vivendo nel loro camper per arrotondare la pensione. Ebbene sì ragazzi! Non pensate che solo in Italia le pensioni siano ridicole! Parlando con una signora mi ha detto che riceve dallo stato 1600$ al mese di pensione, circa 960€. Ora, neanche in Italia molti pensionati ce la fanno con questa pensione, figuratevi qui dove la vita è carissima. Ovviamente non conosco le situazioni personali di ognuno, però ecco mi ha fatto un po’ effetto e provo molto stima per queste persone che a 65-70 anni lavorano 8 ore nei campi a raccogliere mirtilli. Fa male a me la schiena figuriamoci loro con i problemi dell’età. Quindi tanto di cappello.

 

Ora vi racconto un po’ la mia giornata tipo.

Mi sveglio alle 6.20 del mattino, e mentre faccio colazione aspetto un SMS del capo verso le 6.30 che ci conferma se iniziare a lavorare alle 7 o più tardi. Se ha piovuto di notte e le piante sono troppo bagnate bisogna aspettare che asciughino.

Se tutto è ok, si inizia alle 7, si prende il proprio carrellino con tanto di sgabello di legno, le ceste e si cerca fra le file il numero che ci identifica. Appena trovi il tuo numero ti infili e inizi a raccogliere quanti più mirtilli possibile. La paga orario è la minima di legge, 15.75$/ora ma ci viene riconosciuta una maggiorazione dell’8% per le holidays, quindi siamo a 17.01$ l’ora, non tassati.

Ogni Kg di mirtilli raccolti corrispondono a 4.50$, quindi significa che per raggiungere la tua paga minima devi garantire alla fine della giornata di aver raccolto 3,7Kg di mirtilli per ogni ora. Tutto quello che raccogli in più ti viene riconosciuto extra quindi se sei bravo e veloce puoi incrementare anche di molto la tua paga oraria. Devo dire che me la sono cavata abbastanza bene fino ad ora superando sempre anche di poco il minimo, quindi guadagnerò qualcosina in più, ma va molto anche a fortuna. Ci sono delle file di cespugli pienissime di mirtilli grandi e maturi, altre invece che fanno schifo, quindi ti può capitare la giornata che non raggiungi il minimo. In ogni caso ti viene garantita la paga minima per quella giornata, però ovviamente diciamo che si aspettano che siano dei casi rari, altrimenti se sei sempre sotto la media, ti lasciano a casa giustamente.

Il clima però è molto rilassato, ti autogestisci, nessuno ti mette ansia o ti controlla, io mi ascolto sempre la mia musica con le cuffiette per farmi passare un po’ più piacevolmente le ore. Il lavoro in sè non è duro, però a me verso metà turno inizia a far male la schiena, spero che con il passare dei giorni il mio corpo si abitui, ma per il resto nessuno sforzo fisico importante. Ti vengono riconosciute 2 pause da 10 minuti pagate, e 30 minuti di pausa pranzo non pagata che ti gestisci tu quando meglio credi. Alle 15 si finisce. Io solitamente tendo duro facendo solo la pausa pranzo quindi in media lavoro 7 ore e mezza ogni giorno in modo tale da raccogliere fra i 30 e i 33 Kg di mirtilli ogni giorno.

Non ci sono giorni di riposo, ma se vuoi prendertene uno sei libero di farlo accordandosi con il capo. Insomma davvero molto rilassato come ambiente.

Quindi dalle 15 in poi sei libero di fare quello che vuoi. Ok non c’è molto da fare, se non andare al lago Taupo qui vicino e qualche camminata o semplicemente rilassarsi. Da poco sono arrivati anche una coppia di francesi e anche loro sono davvero due persone molto piacevoli. Quindi adesso siamo 4 backpackers ma Léo ci lascerà fra due giorni. Oggi è il compleanno della ragazza della coppia che compie 30 anni e quindi stasera il suo ragazzo ci ha invitato per cena, cucina pesce, e ha comprato da buon francese anche Champagne e vino.

 

 

 

Quindi, mi prendo queste 3-4 settimane di pausa dal viaggio per racimolare i soldi necessari, ma sono molto contento di questo stop improvvisato e delle belle persone che ho avuto modo di conoscere e che probabilmente incontrerò anche prossimamente durante il viaggio visto che più o meno abbiamo piani simili! Chissà!

 

Per ora dalla Nuova Zelanda è tutto, buon week end a tutti!

 

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