Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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INDIA parte 2 di 4

May 5, 2016

RAJASTHAN

Jaipur

 

Il primo treno che prendo in India ci porta da Ajmer fino a Jaipur, un viaggio relativamente breve di circa 2 ore.

Il treno era mezzo vuoto e quindi abbiamo potuto viaggiare seduti senza problemi per un paio di euro.

 

 

 

Jaipur è la capitale della regione del Rajasthan, fondata nel 1727 e conta circa 3 milioni di abitanti. Durante il regno di Sawai Ram Singh, la città era stata colorata di rosa in segno di benvenuto al Principedel Galles Edward VII nel 1876. Molte delle strade rimasero rosa, dando a Jaipur la nomea di Città Rosa.

Lasciata la “tranquillità” di Pushkar, Jaipur è di nuovo un centro caotico e di smog. I prezzi delle camere sono decisamente più alti, ma troviamo una Guest House gestita da dei cugini indiani molto cordiali e simpatici con un terrazzo sul tetto che fa dimenticare il caos circostante.

 

Ci aggiriamo per la città a piedi, nelle vie degli affollatissimi mercati facendoci strada fra una mucca e un rickshaw. Ma di rosa non vediamo niente.

Solo avvicinandoci alle mura della città vecchia distinguiamo il colore rosa/salmone che contraddistingue questo posto.

 

 

 

Visitiamo il caratteristico palazzo Hawa Mahal che fu eretto nel 1799 dal Maharajah Sawaj Pratap Singh per permettere alle donne di palazzo di vedere la vita e le processioni della città sottostante attraverso le piccole finestrelle che caratterizzano questo palazzo.

 

Salendo ai piani alti si ha una magnifica vista da un lato al Jantar Mantar e al City Palace e dall’altra al mercato Siredeori.

All’interno non vi è nulla, ma vale la pena comunque pagare il ticket per fare un giro all’interno e ammirare meglio i dettagli architettonici del palazzo tenuto in ottimo stato.

 

 

Camminando all’interno delle mura dell’antica città si incontrano scorci e archi ornati e colorati di una bellezza particolare.

 

 

 

Per il tramonto decidiamo di farci una camminata di circa 2Km salendo una delle colline circostanti per raggiungere il Forte di Nahargarh. Il sentiero a zigzag sale molto rapidamente ed è abbastanza impegnativo. A quell’ora centinaia di aquiloni colorati sovrastano la città, dove i bambini, da veri maestri, armeggiano i fili sui tetti delle loro case facendoli volare alti.

Arrivati in cima troviamo decine di giovani indiani saliti per lo più con le loro motociclette, minimo in 3 per per ognuna, dove si preparano per il tramonto bevendo birre e sgranocchiando cibo.

Sfortunatamente il cielo non era completamente sereno quindi non abbiamo potuto godere di particolari colori caldi.

 

 

 

Il giorno successivo visitiamo il singolare Jantar Mantar, un osservatorio a cielo aperto dove si trovano bizzarre strutture che servono per calcolare grazie alla luce del sole, l’ora, il calendario, i segni zodiacali ecc. Ci siamo affidati ad una guida che per 200 rupie ci ha dato un’esaustiva spiegazione del funzionamento di tutti questi strumenti che ci ha davvero affascinato.

 

 

Il tempo a Jaipur si è esaurito e ci dirigiamo in stazione per la prossima meta, Agra.

 

 

 

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