Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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Road Trip Outback parte 5 di 6

October 2, 2015

Lasciata Coober Pedy ci dirigiamo verso Port Augusta.

Nei km che ci separano incontriamo diversi laghi salati.

Decidiamo di fermarci a fare colazione in uno di questi chiamato Lake Hart. E’ qualcosa si sensazionale. Una distesa bianca in mezzo al deserto, sembra un lago di ghiaccio. Decidiamo di andare più vicino e di camminarci sopra. E qualcosa di mai visto. Sembra davvero ghiaccio.

Da lontano scorgiamo anche due Emù che ci camminano sopra ma sono troppo lontani per fare una foto.

 

 

Continuiamo verso Sud e dopo qualche ora arriviamo a Port Augusta dove facciamo un po’ di rifornimento di cibo e di GPL che costa meno della metà che nell’Outback. 60cent al litro che in € sono 45cent.

 

Neanche il tempo di raffreddare il motore e ripartiamo subito per fare una deviazione nel Flinders Ranges National Park.

Dopo pochissimi km il paesaggio cambia completamente. Non più deserto e arido, ma verde e alberi ovunque. Entriamo in questa vallata di montagne verdi che onestamente mi hanno ricordato molto le nostre amate Alpi.

 

E’ già tardo pomeriggio e quindi decidiamo di fermarci in un camping gratuito, questa volta nel giardino sul retro di un pub nella “animatissima” Cradock.
Ci permettiamo il lusso di farci una doccia calda al costo di $4 e alla fine decidiamo anche di cenare nel pub, troppo stanchi e infreddoliti per cucinare. Io mi sono scassato una cotoletta impanata di canguro con patate e a parte un piatto di cavolfiori e patate gratinate. Alla fine del pasto ero super sazio. Ho pagato $16, circa 11-12€, niente male!

 

Il giorno seguente ci separano ancora 40 minuti prima di arrivare al parcheggio del Wilpena Pound Resort. Il paesaggio è bellissimo, montagne rocciose, e colline verdissime dalle forme morbide e arrotondate che ricordano un po’ la Toscana.

Paghiamo il pass di $10 per macchina e arriviamo al parcheggio da dove parte una camminata di poco meno di 8km fra andata e ritorno.

La passeggiata è molto easy, con questi giganteschi alberi di gum tree e tantissime piante di mimosa che danno un tocco di colore giallo.

 

 

Dopo circa 1 ora e mezza arriviamo al Wangarra lookout da dove possiamo ammirare questo immenso anfiteatro idrico naturale di 80 kmq. Mi aspettavo qualcosa di più eccitante vedendo le foto su internet, ma comunque è stata davvero una super piacevole passeggiata.

 

 

Lasciamo le montagne e torniamo indietro, questa volta direzione Adelaide, ancora 5 ore di strada.

Poco dopo superata di nuovo Porta Augusta, il paesaggio muta di nuovo regalandoci immensi campi di grano, colline verdi con in cima pale eoliche che producono energia pulita. Ogni tanto qualche macchia di pecore e mucche sparse qua e là. E’ un paesaggio meraviglioso, ricorda un po’ l’Irlanda.

 

Arriviamo ad Adelaide, dove decidiamo di regalarci una notte in un ostello, il Sunny’s, per $22 a notte. Basic, ma pulito, con colazione inclusa a base di pancakes, wifi gratis e doccia caldissima. Ne approfittiamo per fare anche un giro di lavatrice.
Finalmente ho dormito in un letto caldo, che meraviglia!

 

Il giorno seguente andiamo ad esplorare la città. Le aspettative sono basse e anche la Lonely Planet non è che suggerisca molte cose da fare. L’unica cosa interessante da fare era un mercato, peccato che di lunedì fosse chiuso. Dopo circa un’ora di camminata in questa città anonima, con palazzi  grigi e senza identità, lasciamo la capitale del South Australia per andare nel prossimo camping che si trova vicino a Salt Creek.

 

 

Qui assistiamo al sorgere di una luna piena gigante e bellissima. Mi faccio prestare il binocolo dalla mamma di Timo e riesco a vedere nel dettaglio i crateri sul suolo lunare, mai visti dal vivo e così bene!

 

Dopo una piacevole dormita ci dirigiamo verso Robe, una piccola cittadina di pescatori dove di interessante c’è qualche palazzo che sembra un po’ storico e il vecchio faro, che è poi un obelisco da dove riusciamo a fare qualche bello scatto.

 

 

 

Subito dopo ci dirigiamo a Mount Gambier, un po’ più nell’entroterra. E’ una cittadina piuttosto grande, e ci sono tre cose particolari da vedere.
Il Blu Lake, il lago blu, che non è altro che un lago ricavato nel cratere di un vecchio vulcano che dovrebbe avere un colore blu acceso, ma purtroppo causa maltempo, il colore non era nulla di particolare, ma comunque è un posto molto suggestivo.

Il Cave Gardens, si trova nel centro cittadino, ed è un buco di qualche decina di metro all’interno di un piccolo parco. All’interno piante e fiori curati. Tutte le sere fanno uno spettacolo di luci e suoni al quale però noi non abbiamo assistito.

Spostandoci verso la periferia si raggiunge l’Umpherston Sinkhole, un altro buco, molto più grande e molto più curato con praticelli verdissimi, edere pendenti lungo le pareti e fiori.

 

 

 

Contrariamente a quanto avevamo in programma, decidiamo di fare qualche km in più per campeggiare in un posto stupendo accanto al Lake Mombeong, già nello stato del Victoria. Per arrivarci abbiamo percorso una bellissima strada sterrata in mezzo ad una foresta.

 

A 1km dal campeggio si può raggiungere a piedi l’oceano, cosa che non mi sono fatto mancare giusto giusto per godermi il tramonto.
L’oceano blu, con onde alte e aggressive con sullo sfondo un bel tramonto in mezzo alle nuvole.
Questa spiaggia immensa con non un’anima viva per km. Bellissimo.

 

 

Ho fatto anche qualche incontro con dei canguri che qui hanno un colore della pelliccia più scuro e mi sembrano anche molto più grandi. Per un momento ho pensato che uno mi venisse incontro ed essendo più alto di me mi sono un po’ cagato sotto, ma poi è saltellato via.
Notte abbastanza fredda.

 

Giorno seguente ci dirigiamo verso Cape Bridgewater, una penisola pochi km prima di Portland. Abbiamo speso quasi l’intera giornata qui, merita davvero spenderci un po’ di tempo.
C’è una camminata di circa 2 ore fra andata e ritorno, che parte da un parcheggio all’inizio della collina e che si estende sulla penisola verso l’oceano. Il paesaggio è bellissimo e oggi siamo stati anche fortunati ad avere il sole. Si hanno delle vedute pazzesche da un lato sull’oceano e sulla spiaggia sottostante, dall’altra su colline erbose verdissime con mucche e canguri e sullo sfondo pale eoliche.

 

 

Ma lo scopo della camminata è soprattutto uno in particolare. All’estremità della penisola ci sono due colonie di foche con il pelo, da una parte quelle Australiane e dall’altra quelle della Nuova Zelanda. Dall’alto è un po’ difficile per osservarle, ma con il binocolo siamo riusciti a vederle bene e ho anche cercato di fare qualche foto. La cosa divertente è che alcune prendevano letteralmente il sole pancia all’aria, altre in mare si divertivano a saltare e fare piroette. Davvero una bella esperienza.

 

 

Più tardi, a circa 5 km di distanza dalla parte opposta della penisola si trova un blowhole, cioè un geyser naturale. In pratica le onde delle oceano che sbattono contro la scogliera formano questo getto d’acqua, ma non mi è sembrato nulla di che.


Lì vicino si trova anche una Petrified Forest, tradotto Foresta Pietrificata.

 

 

 

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso il Cape Nelson Lighthouse, un classico faro bianco e rosso ben conservato.

 

 

 

La sera campeggiamo in un posto meraviglioso chiamato Yambuk Lake Caravan Park per soli $8.66 a testa.

Purtroppo da qui in avanti non si trovano più aree gratuite, quindi cerchiamo i prezzi migliori, in zone carine che abbiano almeno la doccia calda.

Abbiamo trovato questo campeggio che affaccia direttamente su un lago abitato da pellicani e altri uccelli. Tutto intorno prati verdissimi e curati, colline e altre centrali eoliche. Devo ammettere che il sud dell’Australia mi sta affascinando molto di più rispetto alla costa Est del Queensland.

 

Assistiamo al tramonto di fronte alle nostre tende facendo un mini aperitivo con un bicchiere di vino.

 

 

Siamo sempre più vicini all’inizio della B100, cioè la Great Ocean Road dove abbiamo ancora tantissime cose belle da vedere prima di arrivare a Melbourne.

Ora nanna.

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