Mi chiamo Andrea Bosonetto, classe '87 e nato ad Aosta, una piccola città fra le Alpi.

 

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Road Trip Outback parte 4 di 6

September 28, 2015

Giovedì


Il risveglio è stato di nuovo gelido e poco piacevole, ma svegliarsi presto e vedere l’alba è sempre qualcosa di speciale.


Ma qualcosa di nuovo in Miss Sophie è cambiato… Un nuovo taglio di capelli? Un nuovo cappello? Un nuovo make up? Semplicemente un nuovo viso!

 

 

Dopo questo nuovo restyle si parte, questa volta per Coober Pedy!


Strada facendo scopro che in realtà ci sono un sacco di cose interessanti da fare e da vedere.

 

 

Coober Pedy è una cittadina in mezzo all’Outback di 3.500 anime, famosa per l’estrazione di opali preziosi dal sottosuolo. Questo, rende la zona circostante piena di buche e cumuli di terra, risultato dei continui scavi che vengono fatti per la costruzione di nuove miniere. Si contano circa 1 milione fra buche e cumuli.
Durante l’estate le temperature possono raggiungere fino ai 50° C e d’inverno di notte le temperature scendono sotto zero. Proprio per questo motivo, la maggior parte della popolazione vive… sottoterra! Ebbene sì… Ci sono intere case, chiese, librerie, bar costruiti sotto terra. In questo modo la temperatura rimane costante intorno ai 20-25° C durante tutto l’arco della giornata e in qualsiasi stagione. Il che rende le temperature estive sopportabili e le notti d’inverno piacevoli.

Per non farci mancare questo tipo di esperienza, decideremo di passare la notte in un campeggio molto particolare. Ma ne parlerò più tardi.

 

Arriviamo a Coober Pedy e quello che subito salta all’occhio è che ci sono una marea di turisti.
Ci dirigiamo al centro Informazioni per raccogliere qualche info, fare pipì e comprare il pass al costo di $10 per auto per accedere al Breakways Reserve.
Quindi facciamo marcia indietro verso Nord per 33 km e giriamo a destra nella strada sterrata che porta alla Breakways Reserve.

9,5 km di sterrato molto ben battuto che ci portano al primo lookout.

 

 

Qui abbiamo una prima vista mozzafiato sull’area desertica che ci si presenta di fronte. Un mix di colori bellissimi: giallo, marrone, rosa, viola, rosso, bianco.
E’ proprio qui che sono stati girati moltissimi film fra i quali Mad Max e Priscilla la Regina del deserto.

 

 

 

 

Torniamo in auto e percorriamo ancora qualche km di sterrato, con questi cumuli di colori intorno a noi fino ad arrivare a Salt and Pepper, Sale e Pepe. E’ facile capire perché è stato dato questo nome. Infatti queste due piccole colline sono una bianca e l’altra marrone.

 

 

E’ esattamente in questo punto che posso finalmente esclamare “Oh Felicia.. dove cazzo ci troviamo?”

 

 

Dopo un breve snack ripartiamo e ci dirigiamo verso la Dog Fence, una staccionata lunga più di 5.300km, la più lunga al mondo, costruita per tenere lontani i Dingo (i cani selvatici) dell’Australia sud-orientale. Impressionante!

 

 

Nei dintorni c’è anche la piatta chiamata Moon Plain, che ricorda il suolo lunare o marziano. Per questo motivo sono stati scelti questi luoghi per girare diversi film.

 

 

 

Questo posto è davvero spettacolare e sono felicissimo di averlo fatto.

In tutto fra andare e tornare abbiamo percorso circa 90 km.

 

Rientrando verso Coober Pedy, ci dirigiamo al nostro campeggio che rimane qualche km a sud, il Riba’s Underground Camping, l’unico campeggio in città che offre la possibilità di campeggiare sotto terra!

E’ davvero un’esperienza da provare, ma non la consiglio per chi soffre di claustrofobia o luoghi bui.

In pratica ci sono delle cuccette ricavate nella roccia dove si può dormire direttamente con il sacco a pelo o volendo anche con la tenda. All’esterno ci sono i bagni pulitissimi con doccia calda e una cucina. Sottoterra si trova invece la sala tv in cui si ha anche una rete wifi gratis ma decisamente lenta.

Per $15 a notte non ci si può lamentare! Abbiamo anche avuto un bel tramonto! Sono proprio contento!

 

 

Il mattino seguente dopo un’energetica colazione ci dirigiamo nel centro cittadino per fare rifornimento di acqua in questa stazione che ricorda in tutto e per tutto un benzinaio ma anziché erogare benzina, dalle pompe eroga acqua potabile. 20cent per 30 litri, mica male!

 

Ci dirigiamo nella prima chiesa costruita sottoterra, la St Peter and Paul Catholic Church. Piccina e intima, nulla di sensazionale.

 

 

 

 

Dopodiché facciamo un giro nella via centrale che è piena di gioiellerie di opale dalle insegne particolari.

Troviamo anche una navicella spaziale schiantata nel parcheggio di una miniera. Proviene dal film “Pitch Black”.

 

 

 

Nel frattempo ci rendiamo conto che Miss Sophie ha qualcosa che non va, non sta bene.

Ha sempre avuto una marmitta un po’ rumorosa, ma questa volta è troppo. Decidiamo di portarla dal medico, un meccanico chiamato Bulls nella via centrale. Un po’ diffidenti dalla paura di essere fregati come spesso accade ai backpackers con i meccanici, ci dobbiamo subito ricredere.

Il meccanico è molto amichevole e individua subito il problema… In pratica avevamo perso un bullone e la marmitta vibrava troppo emettendo quel noioso rumore. Avremmo anche potuto perderla per strada. Inoltre ci rendiamo conto che un lato di una ruota era molto più consumato e quindi decidiamo di fare ricalibrare l’allineamento delle ruote e di invertire le anteriori con le posteriori. Per quasi 2 ore di lavoro abbiamo pagato $90, qualcosa come 60-65€. Super onesto. Così ora Sophie sta bene e siamo molto più tranquilli.

 

 

Risolto il problema, facciamo giusto in tempo ad arrivare alla Josephine's Gallery, una galleria d’arte aborigena, che a mezzogiorno organizza una cosa molto particolare. In cambio di una donazione libera, ti danno la possibilità di dar da mangiare ai cangurotti orfani!

 

Finalmente dopo più di 6 mesi in Australia ho toccato dei canguri, coccolati, e nutriti :D

Se avessi voluto farlo prima è pieno di zoo che ti permettono di farlo, ma non sono venuto fino in Australia per pagare prezzi esorbitanti per vedere dei canguri tenuti in cattività. Quindi questo mi sembrava il metodo migliore. Aiutare con una donazione libera queste persone (ho lasciato $2.50) che si prendono cura dei piccoli canguri orfani che vengono recuperati per strada, e avere la possibilità di interagire con loro.

 

Posso dire di aver visto molti più canguri morti che vivi in Australia. Le strade sono colme di canguri morti che vengono investiti soprattutto durante la notte. La cosa impressionante è che i cuccioli che si trovano nel marsupio della mamma che è stata investita, possono vivere ancora diversi giorni se non sono morti anche loro nell’impatto. C’è tutta una procedura da seguire per controllare se c’è un cucciolo vivo, ma onestamente non ce la farei a curiosare in un cadavere di un canguro.

Tornando agli orfanelli, c’erano 4 canguri già grandicelli, ed uno molto piccolo ancora mezzo spelacchiato. A vederlo sembrava un chihuahua! Che tenero!

 

 

Dopo questo momento di tenerezza, ci rimane ancora una cosa fondamentale da fare a Coober Pedy. Visitare una miniera di Opale. Con $10 compriamo il biglietto d’ingresso senza guida alla Tom's Working Opal Mine e ci addentriamo in questi cunicoli dove cerchiamo di interpretare quello che accade all’interno. Già.. diciamo che non c’era nessuna spiegazione, nessun cartello, niente di niente. Quindi ok che non abbiamo pagato la guida, però due indicazioni potevano scriverle. Ad ogni modo, essendoci informati un po’ prima per conto nostro abbiamo più o meno capito il funzionamento.

 

 

 

Finiamo la visita, facciamo il pieno di GPL e via di nuovo verso sud.

 

Un paio d’ore d’auto prima di arrivare ad un’area di sosta gratuita, nulla di speciale ma c’era la toilette e alcuni tavoli dove poter preparare cena.

 

Verso le 21 eravamo già in tenda, pronti per passare la nostra ultima notte nell’Outback.

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